Il Landscape Festival 2024 celebra la biodiversità e la cultura paesaggistica

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[[{“value”:”Landscape Festival 2024, rendering Piazza Vecchia

Dal 6 al 22 settembreBergamo Alta si trasformerà nel centro della cultura paesaggistica con la quattordicesima edizione del Landscape Festival. Questo evento internazionale, organizzato dall’Associazione Arketipos in collaborazione con il Comune di Bergamo, non rappresenta solo un tributo alla bellezza del paesaggio, ma è un’importante piattaforma per discutere e affrontare le crisi ambientali e sociali contemporanee. Il tema dellaGreen Squaredi quest’anno “Facing the Crisis“, è un richiamo alla necessità urgente di trovare soluzioni innovative per rigenerare il nostro pianeta.

Un evento rivolto ai professionisti – architetti, paesaggisti, ingegneri, avvocati, agronomi, botanici, giardinieri, plant designers – ma anche ai cittadini attenti all’importanza del paesaggio.

L’importanza della biodiversità

Tra i tanti temi approfonditi nel Landscape Festival di quest’anno, verrà dato spazio alla biodiversità.

Non a caso la rinomata paesaggista francese Catherine Mosbach, che utilizza elementi naturali e minerali per creare un paesaggio che simboleggia la resilienza della natura, è stata incaricata dell’allestimento di Piazza Vecchia. La sua installazione, con fenditure nate dalla siccità che ospitano semi pronti a germogliare, rappresenta la speranza e la rinascita. La scelta di piante erbacee e perenni, oltre a circa 60 alberi ad alto fusto, sottolinea l’importanza di integrare la biodiversità nelle aree urbane, non solo come elemento estetico, ma come componente fondamentale per la salute dell’ecosistema, delle comunità e delle città.

Il Landscape Festival non è un evento locale ma ha una forte dimensione internazionale. La presentazione del progetto di Catherine Mosbach all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi il 3 settembre, cui parteciperà anche Arketipos, è una testimonianza dell’importanza del festival nel panorama culturale globale.

Cultura e progettazione paesaggistica

Il Landscape Festival è dunque un’occasione di riflessione e approfondimento culturale, in cui la progettazione paesaggistica viene considerata come un’arte che unisce scienza, cultura e innovazione. La piazza centrale, la “Green Square“, progettata da Catherine Mosbach, invita i visitatori a un’esperienza sensoriale che mette in luce la complessità e la bellezza del rapporto tra l’uomo e la natura. Un’installazione che vuole sottolineare come la progettazione del paesaggio possa rispondere alle crisi ambientali contemporanee, offrendo soluzioni sostenibili e creative. Le piazze, simbolo della vitalità e della comunità delle città italiane, diventano quindi luoghi di sperimentazione e di nuove narrazioni, in cui sia centrale la qualità ambientale e la presenza del verde.

Elena Carnevali, neo Sindaca di Bergamo, commenta che l’ambizione del Comune è di trasformare Bergamo, che è tra le 9 città italiane ad aver firmato il Climate city contract, anticipando l’obiettivo europeo di diminuire le emissioni di CO2, nella città internazionale del paesaggio, valorizzando un’attenzione e una cultura da tempo seguite dall’amministrazione. “Nella composizione della Giunta che mi affiancherà nei prossimi anni ho creato ed assegnato una delega, quella della transizione ecologica, proprio per affrontare queste questioni con la massima attenzione e competenza. Il Landascape Festival, in quest’ottica, rappresenta un’opportunità importante di riflessione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini che sono destinatari e protagonisti di questa stagione di necessario cambiamento”.

Un ricco programma di eventi

Il festival offrirà una varietà di eventi, tra cui l’International Meeting of Landscape and Garden, che si terrà il 20 e 21 settembre nel Teatro Sociale di Bergamo e chiuderà il festival. Questo evento rappresenta un’opportunità unica per professionisti del settore di tutto il mondo di condividere esperienze e conoscenze sul tema “Facing the crisis”. Tra i relatori di quest’anno figurano nomi di spicco come Andrew Laidlaw, Andrew Grant, Arit Anderson, Arthur Adeya e Yoonjin Park, che offriranno le loro visioni su come affrontare le crisi attuali attraverso la progettazione paesaggistica.

Tanti i momenti importanti del Festival. Tra questi anche l’Université D’été, prevista per il 13 settembre presso il Monastero di Astino, un momento di incontro dedicato agli aspetti legali della progettazione paesaggistica, in cui si capirà come il paesaggio possa essere un bene giuridico oltre che culturale.

Il Garden Masterclass, con Nigel Dunnet dell’Università di Sheffield, proporrà un workshop pratico il 18 settembre, in cui i partecipanti potranno sviluppare progetti paesaggistici radicati nell’ecologia.

L’International Seminar del 19 settembre, moderato da Giacomo Guzzon, esplorerà le sfide future delle aree urbane in relazione agli spazi verdi.

L’impegno dell’Associazione Arketipos non si esaurisce con il festival.Vittorio Rodeschini, presidente di Arketipos spiega che sono sempre di più le partnership strategiche con realtà anche internazionali con cui vengono messe in campo attività legate alla diffusione della cultura del paesaggio. La partnership con la Fondazione Accademia Carrara, che culminerà il 17 settembre con la presentazione del nuovo progetto di paesaggio dei suoi giardini, è solo uno degli esempi delle attività che Arketipos porta avanti per integrare arte e paesaggio.

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